Tu sei qui: PoliticaVincenzo De Luca bacchetta il Governo: «Il 25 aprile merita posizioni nette». Le repliche del centrodestra
Inserito da (PNo Editorial Board), sabato 27 aprile 2024 12:03:45
«Veniamo da un 25 aprile che è stato un'occasione di polemiche, recriminazioni. Il 25 aprile dovrebbe essere in primo luogo la data in cui si rende omaggio a quanti hanno combattuto la dittatura fascista, invece, come al solito, ci sono stati tentativi di banalizzazione di questa data, che non può essere banalizzata».
Con queste parole, ieri, 26 aprile, in diretta su Facebook, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è tornato sulle polemiche che hanno diviso gli esponenti politici nazionali a ridosso della data che ricorda la liberazione dell'Italia dal fascismo.
«Il fascismo - ha sottolineato il governatore campano - è stato una tragedia. Quando si propone come presidente del Senato il senatore Ignazio La Russa, che si è vantato, e non ha mai rinnegato quella sua posizione, di avere nella sua abitazione il busto di Mussolini, poi bisogna rendersi conto che la gente un po' di preoccupazione o almeno di indignazione ce l'ha. Anche perché Mussolini è quello che ha rivendicato con orgoglio perfino l'assassinio di Matteotti, che ricorderemo il 10 giugno nel centenario della sua morte».
«Ci sono elementi permanenti di ambiguità - ha spiegato De Luca - rispetto a una tragedia che richiederebbe posizioni nette e definitive. Meloni riconosca che il fascismo è stata una vergogna. Non è stata una parentesi nella storia dell'Italia, non è stata una cosa banale, è stata una fase di barbarie che ha prodotto quelle tragedie: centinaia di migliaia di morti, persecuzioni, torture, stragi di civili. E ha prodotto anche la mutilazione dell'Italia, che ha perduto l'Istria e rischiato di perdere Trieste. Quello che dobbiamo contrastare oggi è un clima generale un po' autoritario, con un po' di delirio di onnipotenza da parte di esponenti di questo governo. Vedremo se, almeno in occasione dell'anniversario dell'assassinio di Matteotti, riusciamo ad essere uniti e inchinarci davanti alla memoria di questo parlamentare socialista che sapeva di morire ma ha mantenuto la testa alta».
Il Centrodestra ha replicato con vigore alle sue dichiarazioni. In primis il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, che ha dichiarato: «Oggi il Presidente De Luca ha straparlato di nuovo su tutto e tutti, mostrando però gli evidenti limiti anche culturali. Non conosce la storia ma orgogliosamente ostenta la sua ignoranza. Il fascismo cadde grazie agli Angloamericani che poi furono nostri alleati della NATO. Certo, l'alto valore simbolico e morale di quanti dell'esercito monarchico e partigiani bianchi lottarono e persero la vita contro il nazismo e il fascismo rimane un segno indelebile del riscatto democratico del popolo italiano. Non tutti i partigiani lottarono per la libertà; quelli a cui si ispira De Luca combattevano per una potenza straniera, l'unione sovietica, e per instaurare un'altra dittatura, quella comunista. Il Governatore, è opinione comune, nel suo agire quotidiano ricorda più Chávez piuttosto che un erede democratico della resistenza italiana».
A fargli eco anche il Senatore di Fratelli d'Italia, Antonio Iannone, Commissario Regionale del Partito in Campania: «Sentire De Luca impartire lezioni di democrazia al Presidente del Consiglio fa sbellicare dalle risate. De Luca non può parlare di Costituzione perché non potrebbe parlare neanche di educazione. Chi è stato dirigente del Partito Comunista dovrebbe mettere prima allo specchio la sua storia».
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