Tu sei qui: PoliticaRavello, Vuilleumier al Cormez: «Sabato nuovo presidente Fondazione Ravello»
Inserito da (redazionelda), giovedì 26 novembre 2015 14:29:14
Sabato mattina alle 11, il consiglio di indirizzo si riunirà per ricostituire gli organi statutari, eleggere il presidente e nominare i consiglieri d'amministrazione cooptati». Lo dichiara il sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier al Corriere del Mezzogiorno in un articolo di Angelo Lomonaco: è fiducioso che il 28 novembre segni l'inizio della rinascita dopo molti mesi di polemiche e scontri, interni ed esterni. Culminati nei giorni scorsi nelle dimissioni di Domenico De Masi, presidente da pochi mesi, dei consiglieri di amministrazione a lui legati Mario Rusciano e Paola Servillo, e della componente del cdi Manuela Rafaiani, anche lei vicina al sociologo. In quell'occasione, Vuilleumier ha manifestato dispiacere e sorpresa. Ora si ricomincia con una seduta del cdi chiesta con urgenza e subito convocata dal presidente della Fondazione dimissionario. Ma sabato, con ogni probabilità De Masi non ci sarà. Intanto, le nomine di tre consiglieri di indirizzo e dei due nuovi consiglieri di amministrazione che la Regione sta per effettuare saranno comunicate a Secondo Amalfitano, sindaco di Ravello a sua volta dal 1998 al 2006 e attuale segretario generale della Fondazione. Che però è stato licenziato dal cda presieduto da De Masi, sebbene il suo contratto fosse in scadenza il 31 dicembre. In ogni caso, il primo atto del cdi sarà la sostituzione di Manuela Rafaiani.
Escludendo che De Masi possa ripensarci, visto che la Regione non glielo neppure ha chiesto, e anche che il nuovo presidente possa essere Vittorio Sgarbi che piaceva al governatore De Luca ma che difficilmente accetterebbe a titolo gratuito, c'è grande attesa sul candidato di Sebastiano Maffettone. «Certamente per sabato l'avrà già sentito e ne avrà avuta la disponibilità», dice Vuilleumier: «Comunque la cosa più importante è che sia in sintonia con i soci fondatori e garantisca l'immediata operatività. Sono tranquillo e fiducioso, siamo lavorando per una scelta veloce, anzi fulminea, condivisa e autorevole. Ma nomi non ne faccio». Anche per non bruciarli.
Il sindaco Vuilleumier spiega che le nomine del segretario generale e del direttore artistico avverranno in un secondo momento. E precisa: «Adotteremo procedure trasparenti che garantiscano la partecipazione. Vogliamo mettere tutti a conoscenza che la Fondazione vuole selezionare la persona che ricoprirà il ruolo di segretario generale. Poi la scelta, come da statuto, competerà a chi di dovere che se ne prenderà la responsabilità». Insomma, come il sindaco ha più volte chiarito, sarà comunque il cda a scegliere, anche se non direttamente come avrebbe voluto De Masi. Non si rischia di andare per le lunghe? «Il tempo ormai l'abbiamo già perso — si rammarica Vuilleumier — ma ora cercheremo di creare una corsia preferenziale per rapidità e trasparenza». Risistemata la governance, si dovrà ragionare sulle scelte artistiche. A cominciare dalla formula del Festival. «Decideranno il cdi e il direttore artistico. La proposta dei quattro Festival lanciata da De Masi — dice il sindaco — era stata accolta. Il nuovo presidente ora avrà necessità di confrontarsi e valuterà con il cdi, magari modificandola. Personalmente trovo l'idea affascinante però, appunto, è poco più di un'idea. Abbiamo perso molto tempo dietro a cavilli giuridici e questioni legali».
Alcune di tali questioni riguardavano (e riguardano) un altro (ex) sindaco, Secondo Amalfitano, che tuttora ricopre l'incarico di segretario generale. A maggio, prima della nomina di De Masi a presidente, Amalfitano aveva posto alla Fondazione la questione del proprio futuro. «L'incarico di segretario lo svolgo a titolo gratuito dal 2012, sebbene il mio predecessore sia arrivato a percepire 100 mila euro lordi all'anno — spiega — e per la direzione di Villa Rufolo percepisco 25 mila euro lordi all'anno. Ma dal 2007, grazie ai progetti da me elaborati, sono arrivati finanziamenti prima di 4 milioni, poi altri 4, poi 3. E mi è stato chiesto di assumere anche il ruolo di Rup, cioè responsabile unico per quei progetti, con tutto ciò che comporta in termini di responsabilità. Quindi a maggio ho chiesto garanzie per il futuro, visto che il contratto scade ma le responsabilità (penali, contabili, amministrative) restano per anni. In quell'occasione mi fu chiesto di quantificare il mio impegno. E io calcolai che la somma corrispondente alle mie prestazioni professionali era di 900 mila euro, ma precisai che non chiedevo nulla, solo garanzie. La risposta è stata la lettera di licenziamento». Due mesi dopo, però, qualcuno ha detto che c'erano stati errori e il 31 ottobre il cdi ha deliberato di azzerare il cda e rinominarlo. «Ma il licenziamento è rimasto. Avrebbero dovuto riunirsi il 18 e rivedere le cose, invece è saltato tutto. Spero che sabato finalmente si faccia chiarezza. Io sono ottimista». Come Vuilleumier.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
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