Tu sei qui: Eventi e SpettacoliChamber Music in Ravello, gli appuntamenti della settimana del pleniluino all'Annunziata
Inserito da (redazionelda), lunedì 15 luglio 2019 09:00:13
Raffinata serata musicale all'Annunziata quella in programma stasera (lunedì 15 luglio) alle 20 e 30 all'Annunziata di Ravello con il violoncellista Silvano Maria Fusco e la pianista Daniela Polito. Pochi i biglietti ancora disponibili per ascoltare un interessante programma con brani di Schumann, Beethoven e Brahms.
Robert Schumann compose i Fünf Stücke im Volkston (5 pezzi in stile popolare) nel 1849. La composizione era destinata a un consumo privato, un brillante esempio di quella cosiddetta "Hausmusik" (musica casalinga), frutto anche del desiderio dell'autore di evadere dal grigio clima culturale di Dresda dove si trovava all'epoca. Si spiega quindi in quest'ottica - la voglia di "far musica insieme" - la brevità di queste composizioni, la cordialità del loro contenuto, il fatto stesso che siano destinate ad libitum al violoncello o al violino (ma preferibilmente al primo; la dedica è al violoncellista Grabau di Lipsia), a seconda della disponibilità degli invitati per una riunione musicale.
A seguire la sonata n.2 op. 5 di Ludwig van Beethoven. Alla fine del Settecento, la sonata violoncello e pianoforte non esisteva ancora come genere specifico e affermato. D'altra parte il rapporto tra il pianoforte ed uno strumento di tessitura grave pone infatti problemi compositivi particolari perché il suono del violoncello viene facilmente coperto da quello del pianoforte. Ma sarà propria questa mancanza di una consolidata tradizione che permetterà a Beethoven delle sperimentazioni arditissime.
In conclusione il duo propone la sonata n. 1 op 38 di Johannes Brahms, concepita e pazientemente rifinita negli anni 1862-65 (un periodo molto fecondo per il compositore tedesco). Ma il 1865 è anche l'anno della morte della madre, alla quale Brahms era legatissimo. La perdita per lui molto dolorosa spiegherebbe il carattere in parte austero e riflessivo della composizione. La sonata si contraddistingue inoltre per una disposizione in qualche modo retrospettiva, quasi un omaggio alla venerata tradizione settecentesca, con un evidente riferimento all'Arte della fuga di Bach.
Giovedì 18 luglio, a soli due giorni dal plenilunio di luglio, il pianista Luca Mennella celebrerà il fascino della luna con un recital costruito su brani ispirati alla Musa per eccellenza dei poeti, partendo da Beethoven per arrivare agli standard di musica jazz e folk americana, in perfetto stile "contaminations".
E il primo brano non poteva non essere che la Mondschein-Sonate (Chiaro di luna) di Ludwig van Beethoven. Universalmente nota e di una popolarità immediata e senza confini, da principio fu detta Lauben Sonate, ovvero "Sonata del pergolato", perché si diceva composta dal musicista, innamorato della Guicciardi, sotto il pergolato di un giardino. Più tardi fu il critico berlinese Ludwig Rellstab a paragonare l'assorta immobilità del primo tempo al chiarore lunare che si diffonde nelle serate di calma sul Lago dei Quattro Cantoni. L'immagine procurò alla seconda Sonata dell'op. 27 il titolo di Mondschein-Sonate (Chiaro di luna), con cui è entrata stabilmente nella storia dell'arte non solo musicale.
La Suite bergamasque fu composta da Claude Debussy nel 1890 e successivamente rielaborata nel 1905. Dal titolo possiamo ricavare alcune utili indicazioni riguardo alle peculiarità della composizione, in quanto il termine suite sta ad indicarci una sequenza di brani ispirati alle movenze di balli popolari o cortigiani, mentre con bergamasque ci si riferisce alla città di Bergamo ed al gusto locale delle maschere della commedia dell'arte. Il terzo movimento "Clair de lune", liberamente ispirato all'omonima poesia di Paul Verlain, è sicuramente una delle pagine più note dell'intera produzione musicale di Debussy. Si tratta di fama meritata: qui il clima settecentesco delle due pagine precedenti si dilegua e lascia il passo a sonorità magiche e incantate, che avvolgono l'ascoltatore in una specie di dimensione onirica. Legato al tema della serata è poi il preludio n. 7 dal secondo Libro dei Preludi per Pianoforte L131 sempre di Debussy, dal titolo suggestivo "La terrasse des audiences du clair de lune".
Dopo l'omaggio a due compositori classici, Mennella passa alla parte "swing" del suo recital. Il primo brano è la famosissima Blue Moon di R. Rodgers & L. Hart. Il brano è uno standard di grande successo. Per la melodia semplice e per la sequenza armonica che permette infinite variazioni, molti jazzisti la fanno propria: da Louis Armstrong a Dizzy Gillespie, da Django Reinhardt a Oscar Peterson e moltissimi altri. Ritroviamo poi George Gershwin, con un tris di composizioni "lunari": Come To The Moon, Beneath the Eastern Moon e Moonlight in Versailles.
Segnaliamo ancora Moon River, brano musicale composto da Johnny Mercer e Henry Mancini nel 1961. Fa parte della colonna sonora del film "Colazione da Tiffany" con Audrey Hepburn e ha vinto l'Oscar per la migliore canzone nell'edizione 1962. Mercer e Mancini scrissero la canzone appositamente per la Hepburn in modo che fosse adatta alla sua estensione vocale.
Fly Me to the Moon (in inglese: "Fammi volare fino alla Luna") è un brano musicale scritto da Bart Howard nel 1954 con il titolo In Other Words (ovvero: "in altre parole"). La canzone divenne popolarmente chiamata "Fly Me to the Moon" dalla sua prima riga, ma ci sono voluti alcuni anni affinché gli editori cambiassero il titolo ufficialmente. Famosissima la versione di Frank Sinatra.
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