Tu sei qui: AttualitàLa Riforma Valditara passa al Senato: stretta sul voto in condotta e inasprimento sanzioni per chi aggredisce i docenti
Inserito da (PNo Editorial Board), lunedì 22 aprile 2024 09:40:37
Con 74 sì e 56 no l'aula del Senato ha approvato il disegno di legge sulla scuola proposto dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il testo dovrà ora passare alla Camera. Questo provvedimento introduce diverse novità significative nel sistema educativo italiano.
Una delle principali modifiche riguarda la valutazione del comportamento degli studenti. Alle scuole medie e superiori, il voto in condotta sarà espresso in decimi e sarà determinante per la media finale, seguendo lo stesso trattamento delle altre materie. Inoltre, agli studenti che non raggiungono almeno il voto 6 in condotta sarà automaticamente negato il passaggio all'anno successivo, se le mancanze disciplinari sono gravi e ripetute. Nel contesto della maturità, coloro che non raggiungono almeno l'8 potrebbero subire una penalizzazione fino a 3 punti di credito scolastico, che influirà direttamente sul voto di diploma.
La riforma introduce anche nuove regole riguardanti le sospensioni, sostituendo l'allontanamento dalla scuola con attività di riflessione e partecipazione a verifiche finali. Inoltre, il ddl inasprisce le sanzioni verso chi aggredisce il personale scolastico: sono previste multe con importi variabili da 500 a 10.000 euro.
Nello stesso disegno di legge, il Governo ha presentato anche un emendamento che prevede il ritorno ai giudizi sintetici alla scuola primaria, abbandonando dunque la riforma del 2020 che prevedeva invece giudizi descrittivi. «Basta con le definizioni incomprensibili tipo "avanzato", "intermedio", "base", "in via di prima acquisizione". Al di là del giudizio analitico, vogliamo che alle elementari le valutazioni siano chiare, semplici: ottimo, buono, discreto, sufficiente, insufficiente, gravemente insufficiente», ha detto il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La riforma ha suscitato critiche da parte dell'opposizione, che la ritiene eccessivamente autoritaria. Tuttavia, il ministro Valditara difende la legge, sottolineando il suo ruolo nel responsabilizzare gli studenti e ripristinare l'autorevolezza dei docenti.
«Chi critica non ha capito cosa significa. La nostra riforma vuole responsabilizzare per far crescere i ragazzi e acquisire maturità. Ritengo che nel caso di atti di bullismo non solo sia inutile ma anche dannoso tenere il ragazzo lontano da scuola, lasciato a non fare nulla. Sono convinto che l'impegno in attività sociali sia molto più costruttivo, perché lo studente possa analizzare e comprendere i motivi dei propri comportamenti inappropriati. Far parte di una comunità comporta diritti e doveri, tra i quali il rispetto per i docenti, i propri compagni e i beni pubblici. Un ragazzo deve rendersi conto che non è inserito in una giungla dove può fare quello che vuole, ma in una società», ha dichiarato.
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