Tu sei qui: AttualitàCoronavirus, studenti equiparati a “video terminalisti”: alcuni suggerimenti per la tutela dei nostri ragazzi
Inserito da (redazionelda), domenica 6 dicembre 2020 11:20:27
di Giuseppe Mormile*
È assolutamente corretto nell'era in cui viviamo accettare ed utilizzare tutte le nuove tecnologie disponibili, fanno parte di una fisiologica evoluzione umana e sociale.
In modo particolare in questa epocatutti noi, familiari, studenti e docenti, stiamo apprezzando le potenzialità della tecnologia digitale applicata all'insegnamento.
L'e-learning e la didattica a distanza fanno parte dell'apprendimento elettronico, che ci permette di mantenere i contatti tra docenti e studenti, continuando così a portare avanti i programmi e perfezionando metodi didattici alternativi.
Qualche mese fa la didattica a distanza ci aveva colti impreparati, suscitando svariate e anche legittime reazioni. Ma ora la conosciamo, e semmai dovesse rappresentare definitivamente la strada per fare scuola, bisogna viverla in maniera propositiva e renderla il più possibile efficace.
Occorre però tenere in debita considerazione anche gli eventuali risvolti negativi, principalmente legati alla salute di chi adopera tali tecnologie.
Mi è capitato di osservare spesso mia figlia durante le sue lezioni on line, ed ho pensato: "quanto bene le fa stare dalle 8:00 alle 13:00 davanti al terminale, tutti i giorni, collegata ad internet tramite wifi? Quali possono essere i problemi connessi: alla vista, alla postura, all'affaticamento fisico e mentale?
Pertanto ho cercato di analizzare alcuni dei rischi connessi alla nuova condizione di studio e naturalmente valutare le giuste soluzioni con azioni positive e costruttive.
L'utilizzo del videoterminale comporta in generale dei possibili rischi dovuti al mantenimento di una postura statica (spesso seduta) e alla necessità di concentrare lo sguardo su uno schermo, per tutto o quasi il periodo di lavoro.
Si tratta quindi soprattutto di rischi per il sistema muscoloscheletrico legati alla postura assunta e ai movimenti che vengono fatti, e rischi per la vista legati alle caratteristiche di luminosità e contrasto dello schermo e dell'ambiente circostante. Inoltre la necessità di mantenere la concentrazione su un compito per lunghi periodi, o con compiti che richiedono un notevole impegno cognitivo, comporta un rischio di affaticamento mentale.
Equiparando mia figlia (studente) ad un lavoratore videoterminalista, «il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali» ho analizzato la postazione dove svolge la sua attività, con particolare attenzione a:
1) rischi per la vista e per gli occhi;
2) problemi legati alla postura ed all'affaticamento fisico o mentale;
3) condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
E ho predisposto una check list esemplificativa per verificare se sono state adottate tutte le misure appropriate per abbassare i rischi rilevati.
Questa mia nota spero possa essere utile per tutti coloro che utilizzano un videoterminale essendo convinto che anche in questo campo, come in tutti i campi, sia necessario usare spirito critico pur sempre rispettandole norme di salute e sicurezza "sul lavoro".
Il testo integrale della fonte del mio studio lo ritroviamo al Titolo VII del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 e s.m.i.
*ingegnere, direttore tecnico della GM Engineering Srl
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