Tu sei qui: Attualità“Amalfi Coast no lemon”: gli australiani denunciano autobus strapieni. Il (dis)servizio sul Daily Mercury
Inserito da (redazionelda), domenica 8 ottobre 2017 16:29:32
di Maria Abate
Sono innumerevoli ormai gli articoli che lodano le meraviglie della Costiera Amalfitana, non solo su giornali italiani, ma anche esteri. E quando i turisti, ammaliati dalle atmosfere oniriche descritte magistralmente dai vari articoli, vengono a contatto con la realtà scoprono che ad essere elogiata è stata soltanto l’eccezionale dote paesaggistica e culturale. A fare da sfondo a tali bellezze, c’è purtroppo uno scenario di inefficienza su vari livelli, in primis quello della viabilità. Proprio ieri, 7 ottobre, il Daily Mercury, prestigioso quotidiano australiano dal 1867, ha pubblicato un articolo in cui è proposta l’altra faccia della Costiera, quella che a noi cittadini fa male constatare (clicca qui per l’originale). Già il titolo, "Amalfi Coast no lemon", lascia presagire lo spirito ironico che pervade l’intero articolo: in Costiera i limoni sono ovunque: lo sappiamo noi, lo sa tutto il mondo. Ma non sono i limoni a voler essere elogiati in questo articolo. Sovraffollamento, prezzi esorbitanti, traffico insopportabile: questi gli aspetti messi in evidenza.
Della bellissima Positano, ad esempio, si evidenziano non solo le «case che si aggrappano alla scogliera sfidando la gravità e le vedute mozzafiato del mare scintillante» e «la cupola piastrellata della chiesa di Santa Maria Assunta», ma anche «le costose boutiques». Di Amalfi si dice che «è talmente soffocata dai turisti che devi schivare le bandiere della guida, i bastoni d selfie e combattere per lo spazio in Piazza Duomo». Di Praiano è elogiata la maggiore tranquillità, ma è evidenziato il prezzo elevato delle «vecchie case di pescatori trasformate in ville deliziose che potete affittare per un sacco di soldi». E poi, si legge ancora nell’articolo «impossibile arrivarvi in autobus, perché gli autobus partono da Positano per Amalfi già confezionati al limite» e dato che guidare tra i tornanti della SS 163 Amalfitana non è consigliabile a tutti, «l'autobus è il modo migliore per attraversare la strada costiera».
Non conta nulla che tu stia «alla fermata dell'autobus al momento giusto», scrive la giornalista Ann Rickard, l’autista non può fare altro che lasciarti a piedi e continuare la corsa. Bel disagio, insomma. E non possiamo negare che sia così. Noi stessi, studenti o lavoratori pendolari, viaggiamo schiacciati nella Sita come aringhe nella propria scatoletta di latta. Eppure chi scrive descrive come "emozionanti" i viaggi in autobus lungo la Costiera Amalfitana: «gli autobus sono enormi, la strada stretta e se un autobus incontra un altro che arriva nella direzione opposta, il che succede una dozzina di volte al giorno, i due si trovano a pochi centimetri l'uno all'altro. I passeggeri seduti sul lato della scogliera affronterebbero un tuffo sulle rocce se un conducente dovesse commettere un errore. Quelli seduti sull’altro lato possono premere il naso contro i finestrini che a loro volta sono pressati al granito solido della montagna. È una corsa adrenalinica».
Giunti per miracolo ad Amalfi, racconta la giornalista, «il progetto era quello di proseguire per Ravello salendo su un autobus diverso, ma il pensiero di cercare di arrivare all'altro era troppo scoraggiante». Non sappiamo se alla fine abbia deciso di arrivarci a piedi tramite la scalinata che da Amalfi porta a Pontone, per poi incamminarsi fino al bivio e svoltare per Ravello. Ma in queste situazioni surreali, è tutto possibile.
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