Tu sei qui: AttualitàAlta tensione dopo la visita di Pelosi a Taiwan: Cina lancia missili e allarma i G7. La Russia si schiera: «Dagli USA una provocazione»
Inserito da (Redazione), giovedì 4 agosto 2022 17:23:43
Taiwan è uno stato non riconosciuto dalla Repubblica Popolare Cinese, che lo definisce «provincia separatista di Taiwan». E nemmeno dagli altri quattro membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU (Stati Uniti, Russia, Regno Unito e Francia), nonché dal Canada e dagli altri Stati dell'Unione europea, paesi con i quali intrattiene normalmente relazioni di commercio.
È questo il palcoscenico di una crisi internazionale che sta occupando le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.
Secondo quanto riportato da Skytg24, la Cina ha dato il via, alle 12 locali (le 6 di oggi in Italia), ad una delle più grandi esercitazioni militari mai fatte intorno a Taiwan, manovre militari di addestramento e su vasta scala, come lanci di artiglieria, anche sul perimetro dei territori delle acque contese.
Come riporta il quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post, l'isola è praticamente circondata dall'Esercito popolare di liberazione cinese.
Cinque missili balistici lanciati dalla Cina sono finiti, invece, nella zona economica esclusiva del Giappone. Lo riferisce la Difesa nipponica, protestando per l'azione di Pechino.
Esercitazioni che non erano previste fino a domenica, ora, invece, è stato reso noto andranno avanti fino a lunedì.
Taipei dichiara una situazione d'allarme: sono stati attivati i sistemi di difesa e i cittadini invitati a scaricare app con le mappe di rifugi antiaerei. Cancellati tutti i voli civili verso l'isola.
Secondo il ministero della Difesa di Taipei l'obiettivo della Cina sarebbe quello di "destabilizzare la sicurezza della regione". "Non cerchiamo l'escalation - si legge in una nota ufficiale - "ma non ci fermiamo quando si tratta della nostra sicurezza e sovranità. Sosterremo il principio di prepararsi alla guerra senza cercare la guerra".
Pechino sta mostrando i muscoli dopo la visita a Taiwan di Nancy Pelosi, speaker della Camera americana, il 2 agosto.
In un editoriale pubblicato sul sito del Washington Post, 10 minuti dopo il suo atterraggio a Taipei, la democratica spiega così la sua visita: «Questo viaggio arriva in un momento in cui il mondo si trova di fronte a una scelta tra autocrazia e democrazia. Con la Russia che conduce la sua guerra premeditata e illegale contro l'Ucraina, uccidendo migliaia di innocenti, persino bambini, è essenziale che l'America e i nostri alleati chiariscano che non cederemo mai agli autocrati».
Inevitabile la reazione della Cina. "La palese provocazione Usa, con la visita a Taipei della speaker della Camera Nancy Pelosi, ha creato un pessimo precedente se non viene corretto e contrastato", ha dichiarato il ministro degli Esteri Wang Yi, commentando il comunicato congiunto del G7 che ieri ha chiesto a Pechino di evitare una "aggressiva attività militare".
Arrivate anche le prime reazioni della Russia.
Secondo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, le esercitazioni militari delle forze armate cinesi sono "un diritto sovrano della Cina", che ha inoltre dichiarato: "La tensione nella regione intorno a Taiwan è stata provocata artificialmente". "Noi - conclude il portavoce russo - comprendiamo perfettamente chi l'ha provocata: la visita di Nancy Pelosi. È stata una visita del tutto inutile e una provocazione non necessaria".
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